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ORARI: ALCUNE FEDERMA REGIONALI CRITICANO IL SECCO NO DI FEDERFARMA NAZIONALE

12/02/2007

Dal Re, Franceschini, Luciani, Misasi e Zecchini, rappresentanti in Consiglio di Presidenza Federfarma delle associazioni regionali Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Calabria e Marche, desiderano rappresentare il proprio stupore per la rigida chiusura espressa da Federfarma nazionale  sulla segnalazione trasmessa dall’antitrust  in merito ai vincoli (orario d’apertura massimo quotidiano o settimanale d’ogni esercizio, il limite minimo di giorni di chiusura per ferie annuali, l’imposizione della chiusura domenicale o per festività; l’uniformità degli orari d’apertura) concernenti l’apertura al pubblico degli esercizi farmaceutici.

Il categorico “no” espresso da Federfarma nazionale non è, infatti, in linea con lo spirito del recente protocollo d'intesa siglato tra la Federfarma ed il Ministero della Salute che si propone il pieno rilancio della farmacia quale presidio insostituibile del servizio sanitario nazionale anche attraverso l’ampliamento delle sue funzioni di assistenza al cittadino nell’ambito delle strutture e dei servizi della medicina territoriale né, tanto meno, con l’appropriata osservazione formulata dalla FOFI — Federazione Ordini Farmacisti Italiani — che, pur sottolineando il fatto che le farmacie effettuano turni a garanzia del servizio, si dichiara favorevole ad una rivisitazione della normativa che tenga in considerazione le mutate esigenze dei cittadini.
Occorre, infatti, introdurre, o quantomeno esaminare la possibilità di introdurre, elementi di flessibilità nel sistema al fine di dare “risposte coerenti” ad una domanda di salute che in questi anni è molto cambiata sia sotto il profilo qualitativo che sotto quello quantitativo.

APPAIONO PERTANTO INCOMPRENSIBILI LE RAGIONI DI UNA CHIUSURA CHE SI OPPONE AL CAMBIAMENTO E AL CITTADINO.

 Ancora più incomprensibili alla luce delle delibere adottate, a tutti i livelli e da tutti i rappresentanti delle Federfarma provinciali e regionali, finalizzate ad intervenire, ove necessario, sulle Amministrazioni regionali perché accolgano la volontà delle farmacie di migliorare il servizio farmaceutico anche attraverso una maggiore e migliore accessibilità al farmaco, interpretando le normative vigenti nel senso di renderle più flessibili e razionali, ma soprattutto in linea con le mutate esigenze di servizio ed i modificati stili di vita della popolazione.

Fonte: Comunicato stampa Federfarma Calabria, Emilia Romagna, Marche, Toscana ed Umbria